I Greci erano grandi autori di tragedie, e lo sappiamo bene. Ma nemmeno noi scherziamo, soprattutto quando ad essere tirato in ballo è l’andamento scolastico dei nostri figli. Saper affrontare i brutti voti è un’arte, ma va appresa.
Se il rientro a scuola può di per sé essere un momento difficile da affrontare, prendere un brutto voto a inizio anno può gettare un’ombra sull’esperienza scolastica da qui a giugno, rovinandola alla radice.
Posti di fronte a quello che considerano un fallimento, i genitori si mettono tendenzialmente sul piede di guerra, pronti a rimbrottare il ragazzo rinfacciandogli le proprie mancanze.
Lo studente, dal canto suo, si sentirà in difetto. Il rischio connesso è quello di trasformare una singola valutazione in una profezia capace di autoalimentarsi nel corso di tutto l’anno.
In questo articolo vedremo come superare i brutti voti a scuola anziché lasciarsene abbattere.
Gestire le prime insufficienze scolastiche
Gli errori possono rivelarsi preziosi alleati.
Essi non sono altro che dei messaggeri. Come l’Ermes dei miti greci, giungono su calzari alati a comunicarci che qualcosa non è andato.
Tutto qui: gli errori non giudicano – noi giudichiamo. Gli errori ci informano soltanto che dobbiamo cambiare il nostro tiro.
Gestire le prime insufficienze scolastiche è fattibile.
Come nel caso di un’erbaccia, prima si interviene meglio è. Pertanto quello che si chiede alla famiglia non è la prontezza nel rinfacciare al ragazzo ciò che non ha fatto, ma la rapidità d’azione nel riconoscere che un cambiamento è necessario.
L’errore è un pilastro fondamentale dell’apprendimento. Le neuroscienze a riguardo offrono autorevoli prove scientifiche.
L’importanza dell’errore nell’apprendimento
Stanislas Dehaene è una voce autorevole nel panorama delle neuroscienze contemporanee. Professore al Collège de France, egli è l’autore di un libro dal titolo Imparare. Il talento del cervello, il quale è una riflessione sui meccanismi che ci conducono ad apprendere.
Come anche per noi del CREA, è la nozione di neuroplasticità ad essere al centro della riflessione del professor Dehaene.
La neuroplasticità è fondamentalmente la capacità del cervello di rimodulare le proprie connessioni sinaptiche in reazione agli stimoli che provengono dall’ambiente esterno.
Non siamo soltanto “stupidi” o “intelligenti”: il nostro cervello, agile e forte come un polpo, può letteralmente modificare la propria struttura per fornire risposte migliori in relazione a ciò che gli viene chiesto.
Secondo Dehaene, ciò che determina se un brutto voto sia una catastrofe oppure la possibilità di miglioramento è il feedback che riceviamo a riguardo.
Se veniamo attaccati, la neuroplasticità interviene attivando una rete difensiva: il nostro obiettivo diventa quindi quello di sopravvivere, evitando future umiliazioni. Stress e ansia da voto scolastico subentrano come la prima immediata conseguenza, le energie psichiche saranno dirottate in misura sempre maggiore sulla difesa anziché sull’apprendimento.
Così facendo, si entra in un circuito vizioso di meccanismi di autogiustificazione ed evitamento del rischio. Un inevitabile peggioramento del proprio andamento scolastico è l’unica possibile conseguenza di questo.
Come aiutare i figli con compiti e voti bassi
Come superare i brutti voti a scuola? Occorre reagire diversamente. Lo stigma è semplicemente negativo, punisce senza offrire soluzioni. Ciò che al nostro ragazzo serve è invece chiarezza.
Dare chiarezza significa mettersi con il ragazzo davanti alla propria verifica e vedere, errore per errore, che cosa si è sbagliato.
Riuscire a compilare questa “mappa degli errori” senza vergogna è un passo fondamentale per poter poi intraprendere il percorso correttivo adeguato.
Da che cosa dipendono gli errori fatti?
Le cause possono essere molteplici e non si riducono assolutamente alla sola mancanza di studio:
- la mancanza di studio (una tra queste, ma non l’unica)
- distrazione durante la verifica
- distrazione prima della verifica, durante lo studio a casa
- insicurezza e pensieri mortificanti
- difficoltà nel controllare la propria agitazione
- difficoltà non ancora diagnosticate nella lettura e nella comprensione
Studiare in una stanza priva di distrazioni è il primo passo per una sessione di studio efficace
Se gli errori sono stati commessi da distrazione, da che cosa è dipesa questa distrazione? Se dal cellulare, si farà in modo di studiare tenendo il cellulare lontano da sé. Se dalla televisione, la prossima volta si studierà in una stanza senza televisione.
Il meccanismo strabiliante della neuroplasticità è fondamentale a riguardo. Se diamo al ragazzo un input comunque positivo, non stigmatizzante, anche dopo l’errore, il cervello neuroplastico reagirà mettendosi nell’ottica di dire “ok, ho capito cosa non va, adesso posso farcela”. I risultati arrivano di conseguenza.
Un supporto scolastico personalizzato.
Non si tratta di magia. E’ lo stesso naturale funzionamento del nostro cervello ad essere “magico”. Possiamo fare molto più di quanto non pensiamo, a patto di riuscire ad attingere alle proprie possibilità.
Il senso del doposcuola CREA è proprio questo. Collaborando insieme ad un tutor specialistico, il ragazzo è portato a comprendere su quale sia stata la causa dei propri errori in un ambiente amichevole e rilassato.
In tutta serenità, il proprio tutor di fiducia sarà un prezioso alleato per sviluppare un metodo di studio adatto al ragazzo, sulla base delle sue caratteristiche naturali e delle richieste del suo contesto scolastico.
Usiamo una frase un po’ d’effetto: non è l’errore ad essere l’errore, ma è la nostra reazione all’errore che trasforma quel segno rosso sulla verifica in uno sbaglio.
Reagire con maturità all’errore ci dà invece la capacità di farci fare un salto allo step successivo, sia in termini quantitativi (un voto più alto nella prossima verifica) che in termini qualitativi (uno studio più sereno, perché più consapevole delle proprie capacità)
I tutor CREA sono empatici e sempre disponibili all’ascolto
Famiglia e doposcuola: un’alleanza per il successo scolastico.
Ora che abbiamo imparato come superare i brutti voti a scuola, è importante ricordare che famiglia e tutor collaborano per sostenere e supportare il ragazzo nel suo percorso di studi. Un percorso non sempre privo di difficoltà, come sappiamo.
La famiglia, a casa, può offrire comprensione e supporto. E’ un fattore fondamentale.
Dal canto loro, i tutor del CREA sono esperti formati appositamente per riconoscere le problematiche e orientare il ragazzo verso le soluzioni più efficaci, tenendo presente che DSA e BES sono frequentemente insidie non riconosciute dal contesto scolastico, che possono pesare sul voto finale senza che il ragazzo ne abbia colpa.







