Ansia da rientro scolastico: come aiutare i figli a superarla?
«Mamma, non voglio tornare scuola».
Quante volte abbiamo sentito questa frase? Essa ricompare anno dopo anno, puntuale come il fisco, sulla bocca nei nostri figli.
A Brescia come in tutta Italia i primi 10 giorni di settembre per tantissimi ragazzi si accompagnano spesso ad ansie, timori e qualche volte anche vere e proprie manifestazioni di stress, che è facile per noi adulti sottovalutare.
L’ansia da rientro scolastico è una realtà diffusa, non l’invenzione di qualche ragazzo svogliato.
Non commettiamo l’errore di ergerci al di sopra dei nostri figli. Siamo loro alleati, e loro cercano in noi un supporto che è nostro dovere riuscire a dare.
Anziché combattere i nostri figli quando questi ci rivelano dei timori per un loro ritorno tra i banchi, cerchiamo di approfittarne come di un’occasione per ascoltarli veramente ed entrare in rapporto con loro. Come aiutare i nostri figli a superarla?
Perché i ragazzi provano ansia da rientro?
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La fine del tempo libero e il cambio di routine.
La fine dell’estate è un rito di passaggio: ciò che accadeva nell’antichità, ovvero la necessità di prepararsi al venire del buio e dell’inverno, è ancora oggi una necessità da non sottovalutare.
Il tempo libero dell’estate viene sostituito dal tempo del lavoro, gli amici cedono spazio ai libri.
Entra sul palco una temporalità diversa e più stringente, alla quale fino al prossimo giugno non sarà possibile sottrarsi.
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L’ingente mole di lavoro e lo stress scolastico.
La scuola di oggi è diversa rispetto a quella di qualche anno fa. La mole di studio si è fatta davvero ingente per i ragazzi, che si trovano spesso a dover passare ore e ore dei propri pomeriggi, spesso fino a tarda sera, a studiare per (l’ennesima) verifica imminente o a svolgere decine di pagine di compiti.
E’ facile sottovalutare lo stress che deriva da un tale ritmo di lavoro, ma ciò che abbatterebbe un adulto abbatte, in ugual misura, un ragazzo: la giovane età non è uno scudo indistruttibile contro la stanchezza.
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Il timore di non farcela tra verifiche e interrogazioni.
Ultimo ma non ultimo, il momento del ritorno a scuola è anche il momento di tornare a fronteggiare la verifica settimanale, l’interrogazione a sorpresa, l’insegnante che non ci piace.
Questa costellazione fa parte della vita dello studente ed è un aspetto inevitabile della sua esperienza scolastica: tutti quanti ricordiamo quel professore antipatico che avremmo preferito non avere.
Chiaramente, ciò non può essere una scusa per giustificare il ragazzo che, a causa di questo, non voglia tornare a scuola. Al contempo però dobbiamo sforzarci di comprendere che questo momento è davvero stressante per loro, e che questo stress non va sottovalutato.
Come gestire l’ansia da rientro: consigli pratici per i genitori.
Se questa è la cattiva notizia, ve ne è però anche una buona. Insieme allo stress e alla difficoltà che ciò comporta, infatti, noi possediamo degli strumenti molto potenti per gestire questa situazione in maniera funzionale.
Questo stress infatti, se è naturale, non è però necessario. Esso nasce in gran parte da una cattiva impostazione del ragazzo nei confronti della sua attività di studente e, a monte, da un mancato successo nell’orientarlo da parte degli enti educativi preposti a questo: la famiglia e la scuola.
Alcune accortezze possono rivelarsi molto efficaci.
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Validare le emozioni senza catastrofismi.
Come quando si cerca di aiutare qualcuno che soffra di attacchi di panico, non bisogna mai dire «è tutto nella tua testa, non è reale!» perché quello che è nella nostra testa è reale tanto quanto quello che sta fuori.
Quindi, per prima cosa, riconoscere la difficoltà insieme al nostro ragazzo, concordare con lui apertamente sul fatto che in effetti il momento presenta delle difficoltà.
Ecco però la chiave: senza catastrofismi! Il ragazzo deve sentirsi compreso, ma mai vittimizzato.
Approfittando dell’ascolto attivo, questa incredibile capacità umana, noi dobbiamo arrivare a far sì che il ragazzo, nel rielaborare ciò che lo fa star male, capisca che se anche è reale l’origine della sua preoccupazione, egli possiede tutti gli strumenti per affrontarla.
E’ fondamentale ricordare questo: il momento di tornare a scuola è anche il momento di riprendere un’esperienza bellissima della nostra vita, che non ci capiterà mai più di rivivere.
Noi in quanto adulti però lo sappiamo, e fargli capire questo è esattamente il nostro compito.
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L’importanza di un metodo di studio efficace.
Non finiremo mai di ripeterlo.
Il ragazzo non ha paura di “quello che non riesce a fare”. Il ragazzo ha paura di quello che riesce a fare, che è poco in confronto a quello che gli viene chiesto.
Ma questa difficoltà nasce dal fatto che non si è appreso a dovere come sfruttare le proprie capacità, il che è esattamente quanto insegna il metodo di studio.
Al CREA ci occupiamo tra le altre cose proprio di questo. Oltre al mero supporto compiti, è nostro scopo mettere un ragazzo nelle condizioni di sfruttare appieno le proprie capacità, che egli possiede, ma a cui deve imparare ad attingere.
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Creare ritmi e routine equilibrate.
E’ inoltre fondamentale accompagnare lo studente nella riorganizzazione di ritmi e routine, parallelo al calendario scolastico di interrogazioni, verifiche ecc… ma organizzato sulla base dei bisogni e delle caratteristiche del nostro ragazzo.
Se è vero che l’estate crea uno strappo nella continuità di questo ritmo, è nostro compito aiutarlo a ricomporre questo calendario.
- Svegliarsi presto,
- andare a dormire ad un orario decente,
- svolgere i compiti possibilmente subito dopo pranzo
sono tutti buoni consigli capaci di aiutare un ragazzo nell’adempimento dei propri doveri scolastici, rendendo più positiva e serena la sua esperienza a scuola.

Il giusto metodo di studio rende il lavoro più sereno ed efficace!
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Il doposcuola specialistico: un prezioso alleato!
In quanto doposcuola specialistico, il CREA mette a disposizione non soltanto dei tutor esperti nel loro settore, ma anche, e soprattutto, delle persone.
Non bisogna sottovalutare infatti l’importanza di avere qualcuno che ci accompagni nel corso delle nostre attività, fino a quando non abbiamo trovato il coraggio per stare in piedi da soli.
Molti dei ragazzi del CREA possono testimoniare quanta serenità infonda, per loro, poter studiare con qualcuno a cui si possono continuamente rivolgere per qualunque loro domanda e dal quale, come da uno specchio, si può avere un riscontro sul proprio stato di preparazione.
Iniziare col piede giusto significa anche orientarsi fin da subito verso la soluzione più efficace: quella che ci garantisce di svolgere gli impegni della nostra vita con tranquillità, serenità e gioia.
Conclusioni: affrontare la scuola con serenità.
In sostanza, niente paura! Il momento del ritorno a scuola può essere difficile da affrontare, ma è compito di noi come tutor e genitori quello di aiutare i nostri ragazzi a farlo.
Ricordate: sminuire i timori dei nostri giovani non è mai la soluzione.
Occorre invece saperli riconoscere ma, al contempo, infondere loro il coraggio per affrontarli con vigore e lucidità.







